Sivia Bredice psicologa e critica d'arte"Natura InForme"  Sculture in ceramica Raku

…”Il processo conoscitivo ha sviluppato nell'artista una grande curiosità e una vera passione per i microrganismi che vivono sul terreno e in specchi d'acqua dolce di cui ha colto la perfezione delle linee e delle strutture geometriche. L'artista riproduce in modo fantastico, ingigantendo tali strutture    disvelando così al visitatore delle sue mostre, come attraverso un caleidoscopio, policromie e forme insolite, altrimenti non conoscibili.

" mutazioni  tra arte e bio-arte" - Sculture in ceramica Raku

È da tanto, almeno dal lontano 1980, quando nella Biblioteca di Urania uscì un’antologia di racconti fantascientifici di John Wyndham con questo titolo, che si parla di Mutanti e mutazioni. Due anni dopo fu la volta di BladeRunner, lo splendido film di Ridley Scott, dove l’androide RoyBatty, un replicante, poco prima di morire pronuncia il suo famoso monologo: « Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire ».

"Mutazioni tra Arte e Bio-Arte" - Sculture in ceramica Raku 

E' del tutto naturale che un artista manifesti, in forma più o meno elaborata, i vari aspetti del proprio sentire e delle proprie intenzionalità. Questi si traducono, evidentemente, in modalità espressive del tutto personali che talvolta hanno caratteri così insoliti ed originali da definirli sorprendenti. Ciò può accadere, ad esempio, quando la tematica indagata dall'artefice appaia insostanza sconosciuta all’osservatore, seppur non culturalmente estranea...

Giorgio Siri critico d'arte"Tra oriente e occidente" - sculture in ceramica Raku

Renza Laura Sciutto, al pozzo Garitta a fine agosto, ceramista per diletto, inizialmente, in quanto, prima di tutto, laureata in scienze biologiche all’Università di Genova, lavora, preferibilmente, con la tecnica Raku, un antico tipo di cottura dell’argilla, originario del Giappone. Esso è basato sul trattamento termico dell’oggetto, che viene posto, ancora incandescente, in un contenitore a contatto con materiali combustibili e ossidanti, in modo che ogni oggetto risulta essere originale e non ripetibile.

Il procedimento Raku veniva messo in atto con una particolare ritualità, come ci ha confermato anche l’artista, in origine forse legato alla cerimonia del te.