"Mutazioni tra Arte e Bio-Arte" - Sculture in ceramica Raku 

E' del tutto naturale che un artista manifesti, in forma più o meno elaborata, i vari aspetti del proprio sentire e delle proprie intenzionalità. Questi si traducono, evidentemente, in modalità espressive del tutto personali che talvolta hanno caratteri così insoliti ed originali da definirli sorprendenti. Ciò può accadere, ad esempio, quando la tematica indagata dall'artefice appaia insostanza sconosciuta all’osservatore, seppur non culturalmente estranea...

Questo e l'effetto in me prodotto dall’esposizione personale che Renza Laura Sciutto, brava ceramista/scultore di Mombaldone (AT), ha proposto in tempi recenti a Valleggia di Quiliano (SV), dove, all`inteno del vasto e moderno Centro dell’Arredamento, ha sede la Galleria del Cavallo, da anni costantemente attiva a favore della promozione artistica. In piena primavera 2016 la proposta della Sciutto, che è frutto di un iter operativo molto intenso, ci ha introdotti verosimilmente in un ambito "scientifico"; questo e facile da capire se pensiamo alla formazione scolastica dell’artefice, biologa che da non molto ha concluso una lungastoria di docenza nella scuola pubblica. Biologa Ceramista, occorre però ribadire, con sedimentata esperienza e speciale predilezione per la tecnica raku. Eccoci dunque a MUTAZIONI TRA ARTE E BIO-ARTE., proposta già incuriosente a partire 

E' stata però la visita sotto la stretta guida della nostra creativa a sollecitare, accanto al piacere di osservare sculture davvero insolite e tecnicamente impegnative, un'autentica stimolazione culturale rispetto ad ambiti conoscitivi non frequentati, vago eco, tutt`al più, di studi lontani. 

Nella realtà dell’esposizione, le mutazioni sopra suggerite non paiono peraltro inquietanti: esse non traducono tout-court, come di questi tempi si tende a pensare, il senso della preoccupata denuncia di una situazione generale che si teme poter essere stravolta da pericolose manipolazioni umane. Piuttosto, questi cambiamenti vengono registrati e palesati, attraverso sapienti soluzioni  formali, alla luce di una serena quanto ineluttabile presa di coscienza: sarà sempre la natura, comunque, a prevalere, come l'artista stessa ci sottolinea durante il coinvolgente percorso di visita. In fondo, la natura davvero non teme l’uomo, ma tende naturalmente (e potrebbe essere altrimenti?) ad inglobare e ad ingoiare ciò che incontra, piuttosto che ad esserne sopraffatta.

Poichè, inoltre, le mutazioni in oggetto si dichiarano "fra arte e bio-arte", la possibile inclinazione al pessimismo può stemperarsi nel puro piacere di un libero divertissement, generato da creatività consapevole e da speciale fantasia. Ne consegue che la vista di una  Contaminazione virale (raku e metalIo, 2015) non ci allarmerà così come quella della Zucca mutante (raku e metallo, 2015); analogamente, sarà bello scoprire i Granuli di polline ingigantiti, protagonisti di un’aerea installazione tutt’altro che minacciosa, oppure l’insolito Pesce falciatore (raku e metallo, 2015) che, a dispetto delle sue tenaci pinne metalliche-seghettate, non desta sospetti di  aggressività.

A tal proposito, notiamo nelle sculture la diffusa presenza di elementi metallici – sotto forma di materiale di recupero (chiodi, segmenti di catena di bicicletta fili di ferro, scarti di ritorniture, cerchi di botte, vecchi supporti) - impiegati per completare il senso dei lavori, e in modo talvolta sostanziale. Oltre alle già citate pinne, ecco ad esempio le protuberanze di un Carpoforo, ovvero lunghi chiodi dal profilo curvilineo, nonchè i brevi ferretti “ciglia” disposti a frangia Sui bordo di coniche Vorticelle.

Di forte  impatto e poi la schiera di flessibili Vermi tubicoli (in realtà riccioli spiroidali metallici, scarti di lavorazioni) che fuoriescono dai loco rifugi modellati a piccoli cilindri: non ha nulla di repellente, questo insolito mazzo di fiori tecnico" posto in rustico contenitore panciuto; esso ha piuttosto  I'aspetto di Una scultura/vaso. fortemente attraente! 

In ultima analisi, l'ottimo livello espresso dall'esposizione ligure di Renza Laura Sciutto sembra essere frutto dell`armonioso bilanciamento tra stimoli culturali originati da studi di biologia e capacità di dar loro forma scultorea attraverso I'arte ceramica, da lei coltivata con grande passione ed applicazione manuale.

Il processo, però, non procura soltanto frutti ben risolti in termini tecnico-estetici perchè la nostra creativa ha anima d'artista e, come tale, non sa fermarsi all'apparenza appagante, riuscendo infatti ad arricchire le sue opere di un prezioso valore aggiunto.

Alida Gianti - Genova Luglio 2016