Giorgio Siri critico d'arte"Tra oriente e occidente" - sculture in ceramica Raku

Renza Laura Sciutto, al pozzo Garitta a fine agosto, ceramista per diletto, inizialmente, in quanto, prima di tutto, laureata in scienze biologiche all’Università di Genova, lavora, preferibilmente, con la tecnica Raku, un antico tipo di cottura dell’argilla, originario del Giappone. Esso è basato sul trattamento termico dell’oggetto, che viene posto, ancora incandescente, in un contenitore a contatto con materiali combustibili e ossidanti, in modo che ogni oggetto risulta essere originale e non ripetibile.

Il procedimento Raku veniva messo in atto con una particolare ritualità, come ci ha confermato anche l’artista, in origine forse legato alla cerimonia del te.

L’artista afferma una volontà etica nella sua ricerca, volta ad esprimere l’armonizzazione fra uomo, natura ed ambiente, contraria alla “filosofia dell’ abbandono e del gettare via” e tale tensione prende forma concreta nell’utilizzo di scarti od oggetti metallici di recupero per una “contaminazione” creativa interessante e di effetto ma, al di là di ciò, che sicuramente è vero, ciò che di Renza Sciutto colpisce è proprio la messa in opera formale, è proprio l’utilizzo sorprendente della materia della ceramica, trattata secondo il procedimento Raku.

Leggo su di una presentazione dell’abilità dell’artista nell’uso degli smalti ed è forse proprio questa la caratteristica che rende immediatamente avvincenti le ceramiche di Laura Sciutto; tale alone di sapore spiccatamente, corposamente orientale, applicato al nostro ambiente di qui, anche se, fra gli oggetti realizzati dall’artista, ve ne sono che traggono direttamente ispirazione dall’oriente o di esso riflettono reminiscenze.

Laura Sciutto, al Pozzo Garitta, ha esposto una parte della vasta gamma di oggetti che realizza; se si ha modo di conoscerne altri spicca ancor di più l’affascinante inserimento, o, se vogliamo, la sorprendente sovrapposizione orientale ed occidentale. Certe figure da presepe, certe immagini di donne col capo fasciato dallo scialle, rivelano come Renza Laura sappia trasportare il suo mondo di Mombaldone, dove risiede, in una prospettiva lontana, esotica, inusitata. E ciò vale anche per le forme microscopiche note a lei, biologa, che vengono trasformate, all’osservatore delle sue ceramiche, in forme artistiche misteriose ed inquietanti, ma comunque anch’esse suggestive ed accattivanti nella brillantezza del loro smalto! L’artista afferma che lavorare l’argilla è per lei un divertimento e svela pertanto quell’aspetto “ludico” che spesso non viene intuito o riconosciuto nell’ispirazione artistica ma che, forse, andrebbe maggiormente considerato. Il sincretismo di Renza Laura Sciutto dimostra infine come la cultura orientale, per certi versi per noi sempre “misteriosa”, possa aprire prospettive interessanti e a noi prossime nella cultura occidentale!

Giorgio Siri -2013