Sivia Bredice psicologa e critica d'arte"Natura InForme"  Sculture in ceramica Raku

…”Il processo conoscitivo ha sviluppato nell'artista una grande curiosità e una vera passione per i microrganismi che vivono sul terreno e in specchi d'acqua dolce di cui ha colto la perfezione delle linee e delle strutture geometriche. L'artista riproduce in modo fantastico, ingigantendo tali strutture    disvelando così al visitatore delle sue mostre, come attraverso un caleidoscopio, policromie e forme insolite, altrimenti non conoscibili.

Ma la contemplazione  della natura non è quella illusoria auspicata da Rousseau nel progetto educativo per Emilio, allontanato dalla società che potrebbe corromperlo nella sua bontà innata, bensì è consapevole dell'intervento  degradante dell'uomo, dell'inquinamento e dei problemi ambientali. Ciò si evince nelle opere esposte nella mostra intitolata “Mutazioni” (Maggio 2016) dove l'artista denuncia il pericolo dello sconvolgimento dell'ecosistema provocato dai rifiuti abbandonati e non riciclati.

L'inquinamento ambientale può determinare mutazioni genetiche del regno animale e vegetale: microrganismi quali la vorticella o il flagello di un urceolus potrebbero aumentare notevolmente le dimensioni ed essere costituiti di filamenti metallici, trasformati da una natura in rivolta.

Questa visione apocalittica viene bonificata da una fiducia ottimistica nella Natura che tende sì a rivoltarsi, ma anche a riequilibrarsi integrando e rielaborando i residui e gli scarti delle lavorazioni dell'uomo. Ciò si esprime soprattutto nella produzione di vasi ed anfore “panciute” dalla rotondità perfetta interrotta da spuntoni, vecchi ferri arrugginiti, pezzi metallici, abbandonati sul terreno che vengono inglobati dall'argilla ricostruendo un'armonia diversamente persa. 

A quanti si apprestano ad osservare le opere di Renza Laura Sciutto suggerirei questo percorso: dalla godibilità di una oggettistica  di cui l'approccio ludico dell'artista con la ceramica è evidente, così come la maestria nella tecnica  a colombino e del Raku, ad opere che rivelano le criticità ambientalistiche ed ecologiste dei nostri anni, fino a quelle rassicuranti dove  Natura superando l'antitesi tra Hybris e Dike, afferma quest'ultima. 

“ANTITESI“  dal 15 al 30 Aprile 2017 a palazzo Ciabrera ad Acqui Terme (AL) …in quest'ultima mostra, le opere inedite, che possono essere raccolte significativamente con il titolo “Antitesi”, manifestano l'attenzione di R.L.Sciutto verso le problematiche della nostra società che rivelano contrasti tra idee, tra valori, tra regole nella multietnia, contrapposizioni tra gruppi egemoni e conseguenti comportamenti irrazionali frutto di sottocultura e di ”regressione”.

Sono particolarmente suggestive alcune opere, su cui si richiama l'attenzione del visitatore, così intitolate: ”La bella e la bestia “dove l'eleganza  di una figura femminile è in netto contrasto con un rettile di grandi dimensioni a cui è legata da catena, Eros e Thanatos, ombra e luce, vita e morte, l'ambivalenza emotiva caratterizza il comportamento dell'uomo che è impegnato in una lotta continua per promuovere la spinta vitale e inibire quella mortifera; “La natività” dove un barcone di migranti diventa luogo di nascita e ci rimanda inevitabilmente al tema della morte e della rinascita; “Lacerazioni” dove su di un piano si aprono squarci “dell'anima “ che affiorano alla coscienza; “Angeli” con ali nere, i cui drappi lineari sono interrotti da strutture metalliche, quasi a significare il deterioramento e l'ambivalenza dei sentimenti, ma anche la ricerca continua dell'equilibrio. 

Tutto si manifesta attraverso l'alternanza di luci ed ombre ottenute con la maestria nella tecnica Raku, dove la terra (argilla) si trasforma ad opera del fuoco ed assume, grazie agli smalti, iridescenze e policromie imprevedibili. 

Renza Laura Sciutto prende l'avvio dalla Natura, dal comportamento degli uomini e nel coglierne  l'imperfezione la denuncia, per evidenziarne, però, il senso del mistero e per farne motivo di ispirazione della sua produzione.

L'artista sembra voler contenere e neutralizzare ciò che di inquietante coglie nella realtà, cerca di conciliare gli opposti, dopo averne raggiunto la consapevolezza, alla ricerca di una sintesi auspicabile e forse possibile grazie ad un atto creativo.

Silvia Bredice 2017